La difesa dei diritti
in campo fiscale

Spero che nessuno si sia adeguato agli ISA

Spero con tutto il cuore che nessun contribuente quest'anno si sia adeguato al risultato degli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità).

Com'è noto gli ISA hanno sostituito gli studi di settore, la grossa differenza apparente è che mentre gli studi di settore definivano un valore dei ricavi puntuali, al di sotto dei quali non si era congrui e al di sopra dei quali si era congrui e quindi suggeriva un adeguamento dei ricavi non dichiarati a quello degli studi di settore, viceversa gli ISA ti danno un risultato più attenuato, cioè ti danno una valutazione di affidabilità, un voto che va da 1 a 10, una graduazione di affidabilità.

In questo nuovo contesto non c'è più un valore soglia a cui adeguarsi, ci si può adeguare in modo da raggiungere una migliore affidabilità. Ho 4 e posso adeguarmi fino a 7,8,10 per raggiungere tutti i possibili benefici premiali.

Perché dico che spero che nessuno si sia adeguato? Perché è tale e tanta la confusione relativa agli ISA in questo primo anno di applicazione che persino l'Agenzia delle Entrate ha messo nero su bianco che questi indicatori devono essere rivisti.

E' stato un vero pastrocchio: hanno approvato i modelli in ritardo, creando un danno anche all'Erario, che le imposte sono slittate al 30 settembre ed hanno, infine, aggiornato i modelli 2 giorni prima dell'invio delle dichiarazioni dei redditi.

Ti voglio dare ora qualche spunto su come gli ISA sono costruiti, cioè quel voto che tu hai preso sulla base di quali criteri è stato costruito? Difficile leggere gli algoritmi ma ti do qualche indicazione di carattere generale, poi la valutazione puntuale dev'essere fatta caso per caso, a seconda delle specificità del settore e dell'azienda.

Innanzitutto gli ISA non ti consentono di essere in perdita.

La valutazione principale che fanno gli ISA sono se tu guadagni e se tu guadagni in relazione alle persone che lavorano nella tua azienda.

Quindi le aziende in perdita o senza un reddito sufficiente è materialmente impossibile che ottengano un buon risultato con gli ISA.

Secondo aspetto critico: quanto muove il tuo magazzino? Se tu sei un'azienda commerciale e hai un magazzino che è troppo grande come valore rispetto al costo che hai sostenuto in un anno per l'acquisto di materie prime, merci, ecc. questo indica un problema e qui ci prende il sistema perché se tu hai 100 mila euro di acquisti in un anno non puoi avere 150 mila euro di magazzino, perché vorrebbe dire che in media tieni un anno e mezzo la merce in magazzino. Per carità, magari vuoi avere il magazzino ben fornito, ma non esageriamo.

Ci sono diversi altri indicatori che possono portar giù il valore degli ISA e uno di questi è l'incidenza degli ammortamenti sul totale dei beni strumentali, non può superare il 25%.

A me è successo con un cliente che aveva un solo bene strumentale, l'autovettura, ebbene l'ammortamento dell'autovettura è il 25% del costo di acquisto. Secondo gli ISA c'è un'anomalia e mi ha abbassato di un bel po' di punti, senza motivo, il valore degli ISA.

Un altro indice che mi ha colpito è il rapporto tra gli oneri finanziari e il reddito operativo. Rapporto che non deve superare il 30%, se lo supero è un indice di anomalia. Questo indice è molto simile a un altro indice di quelli nominati nel rischio d'impresa. In quel caso l'indice era il rapporto tra oneri finanziari e fatturato, qui invece è il rapporto tra oneri finanziari e reddito, quindi simili ma con finalità diverse. Nel contesto di una affidabilità fiscale questo indice lo capisco meno rispetto alla finalità di valutazione di affidabilità finanziaria e non fiscale degli indici sulla crisi d'impresa.

Un altro indice rilevante è quello relativo alle spese residuali eccessive, quelle che nel bilancio di una srl finiscono nelle "altri oneri di gestione", ebbene il Fisco ha paura che lì dentro si annidino spese che in realtà non sono deducibili, quindi occhio a quella voce. Se è troppo alta può portare giù anche di molto il valore degli ISA.

Questi sono i dati più rilevanti per cui tu puoi aver avuto un ISA molto basso e lo dico espressamente, ho trovato dei casi paradossali, specialmente ad esempio per le società immobiliari, soggetti che davvero non evadono nulla perché dichiarano tutti gli affitti percepiti e ho ricevuto voti di 2,3 o 1, totale inaffidabilità.

In casi di questo genere l'adeguamento il Fisco se lo sogna.

Il budget è percepito come impossibile: i miei commenti

Carissimi buongiorno, ho fatto un sondaggio nei giorni scorsi sulla mia pagina che ha dato degli esiti abbastanza interessanti e voglio parlarne in questo video. Il tema era quello della nuova prospettiva che il codice sulla crisi d'impresa dà agli imprenditori: l'obbligo di legge di monitorare e programmare la situazione finanziaria dell'azienda a 6 mesi. Ne ho già parlato in altri video ma sono interessanti i vostri commenti e vorrei parlarne ora.

Il quesito era il seguente:

"Il nuovo codice sul rischio d'impresa impone all'imprenditore di fare una valutazione delle prospettive finanziarie dell'azienda a 6 mesi. Mi dici cosa ne pensi e me lo motivi sotto?"

Questo era il quesito e questa la risposta:

29% "Ok, non c'è problema"

71% "Impossibile"

Esiste quindi, ed è percepita, una grossa difficoltà dell'imprenditori a fare programmazione finanziaria per la propria azienda. Leggiamo insieme alcuni dei vostri commenti:

Davide Noto: "Dico impossibile perché neanche lo Stato riesce a emettere delle regole in tempo (vedi quest'anno che i bilanci sono stati chiusi dopo quasi 12 mesi) figuriamoci se noi possiamo sapere se tutti i clienti saranno dei buoni pagatori, oppure esce una norma che stravolge il settore in cui lavori"

Carissimo, non possiamo in alcun modo come imprenditori confrontarci con lo Stato. E' vero che lo Stato quest'anno ha fatto dei pasticci incredibili, gli ISA sono stati pubblicato talmente in ritardo che le imposte sono andate a settembre e addirittura le ultime imposte dell'ISA sono andate a fine novembre ma questo non significa assolutamente nulla. Lo Stato, mi dispiace dirlo, è inefficiente per natura, lo Stato tira a campare, l'imprenditore deve essere n volte, 1000 volte più efficiente dello Stato, perché non deve tirare a campare ma deve realizzare un profitto e lo può fare solo pianificando. Quindi non ci confrontiamo con lo Stato come parametro di massima efficienza. Detto questo, è chiaro che non possiamo sapere se tutti saranno dei buoni pagatori ma dallo storico possiamo avere un'idea del ritardo con cui verremo pagati ed è vero che può uscire una norma che stravolge il settore ma allora questo vuol dire che l'imprenditore naviga costantemente al buio.

Antimo Il Grigio Guarino:" Pagamenti da spa 120 gg nessuno li rispetta e io piccolo artigiano devo fare da banca a loro"

Senz'altro una situazione spiacevole ma non imprevedibile. Se tu hai scelto o non hai potuto che avere clienti di questo tipo allora la tua programmazione finanziaria deve tenere conto dei ritardi medi di pagamento, però il fatto che i clienti ritardino e anche le pubbliche amministrazioni non ci impedisce di costruire un budget.

Davide Tierno: "Il problema è che in Italia manca una cultura della consulenza...l'imprenditore non percepisce il valore della consulenza, considerandola un costo aggiuntivo"

Questo è sicuramente vero e senz'altro sono d'accordo che in parte l'incapacità dell'imprenditore di fare una programmazione finanziaria nasca da una non sufficiente competenza tecnica nella lettura del bilancio, nella redazione del bilancio e nell'analisi finanziaria della propria azienda. Se è vero quindi che ci sono tantissime incertezze e non può non essere così vista l'area imprenditoriale, tuttavia la percepita impossibilità di creare un budget nasce in parte anche dalla non sufficiente competenza sugli strumenti di analisi di bilancio e di gestione finanziaria.

Alessandro Ginestro: "Impossibile per due ragioni: 1) le piccole aziende non possono sapere come va il mercato, ci sono troppe variabili per loro; 2) nel mio caso specifico, lavorando principalmente con le PA non ho tempi certi di pagamento, quindi la mia situazione finanziaria sarà sempre altalenante, se a questo aggiungi che per avere il rimborso IVA, perché vado quasi sempre a credito, ci vogliono dai 4 ai 6 mesi..."

Ma allora la domanda è questa: davvero fare impresa è come giocare d'azzardo? Io comprendo la difficoltà di pianificare e programmare, ma nell'incertezza non possiamo essere completamente al buio. Se non siamo in grado di fare una programmazione finanziaria, evitiamo di prevedere a grandi linee, di massima, quali saranno i bisogni finanziari della nostra azienda non potremo ad esempio andare in una banca a chiedere un fido, di che fido avremo bisogno? La gestione corrente della nostra azienda di fido ha bisogno per gestire i ritardi dei pagamenti dei clienti, i ritardi dei rimborsi dell'IVA, ecc.

Questo aspetto dobbiamo considerarlo, altrimenti ci ritroveremo davvero ad aver chiesto un fido alla banca e a metà del guado quel fido non basta e non basta perché magari non abbiamo fatto un budget sufficientemente accurato.

Fabio Polvara: "Il ruolo dell'imprenditore, quello vero, è mettersi costantemente in gioco, abbiamo esempi di aziende nate esclusivamente su montagne di debiti.

E' un gioco, se ti va bene ne esci ricco, se ti va male hai sbagliato l'analisi o qualcosa nel meccanismo si è inceppato.

Prevederlo con 6 mesi di anticipo vuol dire che per mestiere fai il politico e ti mantengono gli altri, cioè noi!

Quindi ti inventi queste regole che sai già che non hanno alcun significato imprenditoriale."

Tu dici che è un gioco ma davvero è solo un gioco? Se è un gioco d'azzardo fare l'imprenditore giochiamo al Superenalotto, andiamo al Casinò e giochiamo alla roulette?

Davvero è solo un gioco e non si può prevedere nulla?

Inoltre...che il budget di un politico sia più semplice di quello di un imprenditore non c'è dubbio, stipendio fisso, pagato da noi e finisce così! Tuttavia quello che io sostengo è che il budget non deve essere per forza azzeccato, cioè la norma non chiede di fare gli indovini e indovinare da qui a 6 mesi dove saremo ma di fare delle previsioni, se le previsioni vengono sbagliate oggi non è che ci troveremo tra 6 mesi a parlarne, tra 15 giorni, tra 1 mese le rivediamo. Il budgeting è un processo continuo che deve fare l'imprenditore, non è un gioco dove vinci se indovini, serve per fare un minimo di programmazione senza la quale davvero stiamo navigando al buio, nella notte, senza bussola, senza fari e senza stelle.

Alberto Di Stefano: "Luca ho votato 'sì, non c'è problema" perché di impossibile non c'è nulla. Ma è ovvio che un'azienda che lavora per gare commesse come la mia ha difficoltà di programmazione sia circa i lavori che entreranno, sia circa i tempi di incasso, spesso legati ai processi di contabilizzazione di cantiere e a disponibilità di cassa del committente.

Detto ciò fare o cercare di fare programmazione finanziaria a 6 mesi dovrebbe essere normale anche in assenza di procedure di crisi."

E' vero che il mio sondaggio era provocatorio, perché 'ok, non c'è problema" è una risposta senz'altro inadeguata perché qualche problema c'è sempre ma è vero: chi dice che è impossibile si sta buttando in una impresa ardua, quella di navigare al buio. Allora troviamo un equilibrio tra questo 'ok, non c'è problema' e questo 'impossibile'.

Consapevoli delle difficoltà proviamo, caro imprenditore, a fare un pochino di programmazione.

Davide Bardi: "Non sarebbe una cattiva idea fare un mini video corso per approfondire i vari indici e come calcolarli al meglio con esempi pratici"

Io ti ringrazio per questo punto perché effettivamente, dalle risposte del sondaggio, vedo che c'è grande necessità per l'imprenditore di imparare a leggere i numeri della propria azienda, questo può essere uno spunto, un'idea che metto nel cassetto e vediamo cosa può succedere in futuro.

A presto.


A breve, per legge, dovrai calcolare sette indici di bilancio: te li spiego

Carissimo imprenditore, titolare di S.r.l. oggi facciamo insieme un piccolo esercizio di analisi di bilancio sul tuo bilancio. Ti presenterò in questo video i sette indicatori, selezionati dal Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti in applicazione della norma che richiedeva di individuare dei parametri tratti dal bilancio delle aziende per valutare in anticipo eventuali stati di crisi di impresa.

Quindi, metti in pausa questo video, stampati il tuo bilancio e facciamo un lavoro insieme per capire questo primo test se può considerarsi superato. Tieni conto che questo stesso esercizio sarà tenuto a farlo il Revisore qualora dovesse revisionare il tuo bilancio e anche in assenza di Revisore comunque queste valutazioni dovranno essere fatte. Ti ricordo che questa norma entrerà in vigore ad agosto 2020, quindi non manca tantissimo.

Esistono due parametri principali e cinque parametri secondari ma la valutazione complessiva della situazione richiede di valutare analiticamente tutti e sette i parametri che ora ti presento.

Primo parametro è il patrimonio netto. Questo è il più facile di tutti. E' evidente che la tua azienda è in crisi se il patrimonio netto è negativo. Questo non ce lo auspichiamo, se il patrimonio netto è negativo l'azienda dovrebbe essere o capitalizzata o messa in liquidazione e spero che se mi stai seguendo la tua azienda non abbia un patrimonio netto negativo.

Secondo parametro molto più complesso ed insidioso da calcolare e questo difficilmente potrai leggerlo dal tuo bilancio perché richiede analisi non solo a consuntivo ma a preventivo, richiede analisi prospettiche. L'indice si chiama Debt Service Coverage Ratio (DSCR). Significa che al numeratore dobbiamo mettere i flussi di cassa attesi dall'azienda da qui a un prossimo periodo, indicativamente sei mesi; al denominatore dobbiamo mettere gli impegni di carattere finanziario che abbiamo preso da qui a sei mesi. E' evidente che un'azienda è in una situazione di equilibrio finanziario se il flusso di cassa operativo della sua gestione riesce a coprire la restituzione dei finanziamenti che dovrà effettuare da qui a sei mesi. Tenendo conto anche non soltanto dei flussi di cassa di periodo ma anche della liquidità esistente al momento in cui si fa quest'analisi.

Questa analisi non si legge da un bilancio a consuntivo ma è possibile farla solo nel caso in cui si abbia un budget preciso di tesoreria, che valuti in maniera previsionale quali sono i flussi di cassa attesi dall'azienda e quali sono le uscite a fronte di restituzioni dei finanziamenti.

E' una generica analisi basata sui flussi di cassa che richiede particolare attenzione dell'imprenditore.

Nel caso in cui questi due valori lasciassero dei dubbi, il lettore di bilancio dovrà effettuare anche l'analisi dei cinque ulteriori indici e se tutti e cinque fossero negativi, allora marca male evidentemente per la situazione generale dell'azienda.

Il primo dei cinque indici è definito come l'Indice di Sostenibilità degli Oneri Finanziari dell'azienda.

L'azienda ha oneri finanziari sostenibili rispetto ai suoi ricavi di gestione?

Qual è il rapporto tra gli interessi passivi e i ricavi?

Se c'è una sproporzione tra interessi passivi e ricavi questo indicatore potrebbe indicare un eccessivo indebitamento dell'azienda con possibile crisi finanziaria prospettica.

Attenzione perché ognuno di questi indici non ha una soglia uguale per tutti!

Il Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ha stilato una tabella con i valori soglia per ogni indice e per ogni macro-settore economico. Quindi bisognerà individuare a quale settore tu appartieni per capire se l'indice che hai realizzato è adeguato. Per alcuni settori questo indice non può superare l'1,5%, ovvero non posso avere interessi passivi dell'1,5% rispetto al totale dei ricavi, per altri settori questo indice arriva al 3,8%.

Evidentemente è stata fatta un'analisi statistica sulla base della quale è stato rilevato che in alcuni settori è più plausibile avere un maggiore indebitamento.

Il secondo indice è un indice di adeguatezza patrimoniale e indica il rapporto tra il patrimonio netto e i debiti dell'azienda. Se un'azienda è troppo esposta rispetto ai finanziamenti di terzi evidentemente questa soluzione finanziaria potrebbe essere sbilanciata. Anche qui è molto difficile stabilire una soglia unica, le soglie sono state definite in un intorno tra 2,3 e 9,4.

Terzo indice: rapporto tra cash flow generato dall'azienda e attivo del patrimoniale, ovvero quanto flusso di cassa genera un'azienda in un anno rispetto all'attivo patrimoniale complessivo? Qui le soglie vanno da 0,3 a 1,9% ed è facile andare in negativo nel caso in cui per un anno un'azienda realizzi un cash flow negativo, l'indice misura quanto rende un'azienda rispetto al totale delle attività, cioè degli impieghi dell'azienda.

Il quarto indice rappresenta il classico indice di liquidità, ovvero il rapporto tra l'attivo circolante, cioè le attività a breve e le passività a breve. Tradizionalmente i libri di scuola dicono che tale indice deve essere superiore a 1, in realtà e curiosamente questo indice non è indicato necessariamente come sempre maggiore di 1, questo indice oscilla a seconda dei settori tra lo 0,69 e l'1,8. E' evidente che se siamo sopra 1 siamo più tranquilli, se siamo sotto 1 vuol dire che abbiamo più passività a breve che attività a breve e allora siamo più a rischio di crisi.

Infine il quinto indice indica il rapporto tra le passività di carattere tributario e previdenziale e il totale attivo dello stato patrimoniale. Purtroppo ci sono tante aziende che invece di finanziarsi ordinariamente ad esempio con il sistema bancario, lo hanno fatto negli anni tralasciando di versare importi anche consistenti di tributi e contributi. C'è una eccessiva presenza di debiti tributari e previdenziali rispetto alla consistenza patrimoniale dell'azienda potrebbe indicare un'accumularsi eccessivo di passività incompatibile con una stabilità aziendale. Questo indice oscilla nei vari settori tra 2,9 e 14.6%.

Volente o nolente, caro imprenditore, questo tema deve essere affrontato, se non hai l'abitudine del controllo di gestione e della valutazione per indici della tua azienda evidentemente questa norma ti obbligherà a una maggiore consapevolezza e una maggiore attenzione.

Fammi sapere qual è la tua impressione di tutto ciò.

A presto.