
"Allora dottore dobbiamo cambiare le macchine, mi conviene trovare un'auto che posso immatricolare come autocarro?
Cosa faccio, lo acquisto come società, lo acquisto come privato?
Cosa faccio, un noleggio a lungo termine o lo acquisto io?
Mi fa un quadro generale del tema "auto per aziende"?"
Allora, il quadro generale è questo, primo tema: autocarro, non autocarro. Se tu hai la possibilità di immatricolare un'auto fiscalmente considerata come autocarro allora perché non intestarlo all'azienda? In questo caso questa non è un'autovettura e quindi ha tutti i benefici degli autocarri. Potrai detrarre, visto che l'autocarro è a uso esclusivo dell'azienda, il 100% di IVA e dedurre il 100% dei costi, indipendentemente dal prezzo d'acquisto.
Quindi se è un autocarro di cui hai bisogno, allora benissimo l'acquisto tramite l'azienda.
Il problema dell'acquisto tramite l'azienda c'è nel momento in cui non si tratti di un autocarro ma di un'autovettura. In quel caso, ahimè, quello che può dedurre l'azienda, a meno che non si tratti di auto data in uso ai dipendenti, lì la percentuale è del 70%, è solo il 20%.
Allora, tipicamente, per l'auto che utilizza l'amministratore la deducibilità in capo all'azienda è veramente poca cosa. In queste situazioni è meglio che sia l'amministratore a comprarsi la macchina e farsi rimborsare le trasferte e i chilometri che percorre con l'autovettura.
Quanto alla scelta tra noleggio a lungo termine e acquisto, questa è davvero una scelta non di carattere fiscale, perché fiscalmente, che tu noleggi o acquisti un autocarro, un'autovettura personalmente o come azienda non cambia nulla. Il regime fiscale del noleggio è molto simile a quello dell'acquisto, in tutti i casi che ho descritto.
Quindi la scelta tra noleggiare e acquistare non riguarda il tuo commercialista ma è una scelta tua, una valutazione tua di convenienza rispetto alle proposte che ti fa chi ti noleggia o chi ti vende l'autovettura.
Spero il riepilogo sia stato esaustivo, alla prossima.
Poniamo che tu abbia deciso di acquistare il capannone dove svolgi l'attività o di trasferirti ma comunque di comprare un capannone.E' bene che questo capannone sia acquisito dalla società con la quale tu svolgi l'attività o è meglio costituire una società "ad hoc" che funga da società immobiliare?
Allora, a istinto qualunque imprenditore è tentato a comprare un immobile con la stessa società con la quale opera, perché? Perché non ha maggiori costi di gestione, perché la società è già patrimonializzata e quindi magari ha già disponibilità liquide per pagare il maxi canone iniziale o un anticipo sull'acquisto...insomma è più facile, più agevole, acquisire un immobile con la stessa società. Però, esiste anche uno svantaggio non da poco: se tu acquisti l'immobile con la società operativa, tu leghi il destino di quell'immobile al destino di quella società.
Quindi quell'immobile non sarà tutelato e uscirà dal tuo patrimonio nel caso le cose con la società operativa dovessero andare male. Quando invece tu decidi di separare le due proprietà immobiliari dalle tue attività imprenditoriali, allora quello che succede è che tu togli gli immobili dal rischio d'impresa.
Metti gli immobili in una scatola che è al sicuro perché separata dall'attività imprenditoriale. Questa nuova società affitterà all'altra società l'immobile e nel caso in cui dovessi chiudere, mettere in liquidazione o non riuscissi a gestire in maniera efficiente l'attività operativa, l'immobile resterà comunque nelle tue mani perché giuridicamente è separato dall'attività imprenditoriale.
Poi la società separata può essere un'attività completamente distinta, ovvero tu come socio potresti essere da un lato socio della società operativa, dall'altro socio della società immobiliare, oppure l'immobile potrebbe essere acquisito dalla tua società-holding, la quale possiede la (o le) società operativa.
Non c'è una soluzione ottimale per tutti, ognuno deve fare le sue valutazioni.
Cosa succede se i tuoi fornitori non ti mandano le fatture? Può anche capitare in questa fase di avvio della fatturazione elettroniche che qualche fornitore poco organizzato possa fare pasticci e magari omette di mandare le fattura.
Allora, tu imprenditore che cosa puoi fare per tutelarti in questi casi?
Innanzitutto bisogna ricordarsi che l'obbligo di emissione della fattura, dal 1 luglio in avanti decorrerà 10 giorni dopo l'effettuazione dell'operazione ma ad oggi la fattura va emessa entro il termine per la liquidazione IVA, quindi il mese di gennaio va fatturato entro il 16 di febbraio per i mensili e il 16 maggio per i trimestrali, quindi questo tempo ai fornitori io lo darei evidentemente, perché prima non sono obbligati per legge a emettere la fattura.
Ma se questi termini passano e il mio fornitore, magari sollecitato, continua a non emettere la fattura allora esiste una soluzione, esiste una strada. Esiste una procedura, da sempre nel nostro Diritto Tributario, finora poco praticata ma che potrebbe tornare in voga quest'anno, con l'introduzione della Fatturazione Elettronica.
In questo video ti spiego questa procedura:
Passati quattro mesi dall'effettuazione dell'operazione, cioè dal momento in cui la fattura andava emessa, se la fattura non viene emessa, il cliente nel termine di 30 giorni, decorsi i quattro mesi, può decidere di autofatturarsi l'importo della prestazione sostenuta. Si fa un'autofattura, cioè fattura a se stesso l'importo della prestazione e in questo modo può detrarre l'IVA e può dedurre il costo.
Fino all'anno scorso questa procedura era fattibile ma andava fatta con una comunicazione all'Agenzia delle Entrate dell'autofattura emessa. Oggi la comunicazione è automatica perché l'autofattura viene trasmessa elettronicamente tanto quanto la fattura e quindi la comunicazione all'Agenzia delle Entrate già c'è. Quindi che rischio corre chi non emette la fattura, pur dovendo emetterla? Che il cliente, che ha sollecitato la fattura e che non la riceve possa emettersi un'autofattura. Quindi prodursi da solo la fattura di costo e questo corrisponde a una sorta di denuncia all'Agenzia delle Entrate che qualcuno ha omesso di emettere una fattura.
Quindi nel caso estremo in cui qualche fornitore si rifiuti di fatturarci possiamo, invece che impazzire al telefono, adottare questa procedura e facciamo molta attenzione a non dimenticarci delle fatture perché altrimenti potrebbero essere i nostri clienti a eseguire questa procedura per le nostre mancate fatturazioni.