
Io ho un'impressione e spero che tu, come imprenditore, me la possa confermare: io credo che l'imprenditore, oggi, abbia più che mai bisogno di comprendere davvero, fino in fondo, la gestione amministrativa della sua azienda.
Purtroppo non è più tempo di vacche grasse. Due fenomeni si sono sviluppati negli ultimi trent'anni:
1) è una feroce concorrenza in tutti i mercati, da tutte le parti del mondo;
2) l'aumento della pressione fiscale.
Questi due fenomeni hanno fatto contrarre i margini e obbligano oggi gli imprenditori a essere assolutamente sul pezzo. Allora oggi l'imprenditore ha il dovere, anzi la necessità, è obbligato a conoscere molto bene perché la sua azienda sta andando bene, perché la sua azienda sta andando male, cosa succede all'interno della sua azienda. L'imprenditore dev'essere in grado di guardare il suo bilancio e di capire davvero quello che sta succedendo.
Dev'essere in grado di leggere un conto economico, dev'essere in grado di sapere che cos'è un rendiconto finanziario.
Sai che cos'è un rendiconto finanziario? E' una sorta di conto economico per cassa, cioè un documento che spiega i motivi per cui un'azienda, dall'inizio dell'anno alla fine dell'anno ha guadagnato o perso liquidità.
Perché, ad esempio, l'azienda finanziariamente oggi sta meglio rispetto a un anno fa? Perché ha venduto di più? Perché sono migliorati i margini? Perché ha avuto dei finanziamenti? Perché ha smobilitato delle mobilizzazioni? La risposta te la da' il rendiconto finanziario.
Io faccio questa riflessione perché guardando i miei video su Youtube e le visualizzazioni dei singoli video, ho notato che due dei video che hanno avuto maggiore successo sono i video in cui spiegavo il funzionamento di alcuni indici che aiutano a capire il bilancio. Sono sempre più convinto di questo e sono ancora più convinto del fatto che con l'evoluzione tecnologica della nostra professione di commercialisti, la professione del futuro del commercialista sarà molto meno adempimenti amministrativi banali come la contabilità, molto più consulenze di più alto livello.
Il commercialista come partner dell'imprenditore, per fargli capire davvero quello che succede dentro la sua azienda.
Ebbene, fammi sapere se condividi il mio punto di vista, fammi sapere se tu come imprenditore avresti bisogno di una formazione specifica su questo punto, anche perché mi è venuto il pensiero di costruire un progetto di formazione: un videocorso, un libro, non lo so.
Ci penserò e ti terrò aggiornato.
Caro Youtube io mi aspetto che questo video me lo proponi a mezzo mondo, io voglio avere migliaia e migliaia di visualizzazioni visto che parlo di te e parlo di te in relazione a chi, grazie a te, guadagna.
Oggi esiste un mestiere nuovo che è quello dello youtuber, cioè il soggetto che facendo tanti video guadagna grazie alla pubblicità. No, quello purtroppo non sono io per due motivi: 1) perché non faccio abbastanza visualizzazioni per guadagnare; 2) perché deontologicamente non posso fare pubblicità a terzi ne' vorrei farla, quindi non sono io lo youtuber che guadagna grazie alla pubblicità ma ci sono tanti giovani, nuovi imprenditori, che stanno guadagnando molti soldi grazie ai video sempre più visualizzati dei loro canali.
Allora lo youtuber come si deve comportare con il Fisco? L'attività di youtuber è un'attività commerciale, imprenditoriale a tutti gli effetti. E' richiesta l'apertura della partita IVA ed è richiesta l'iscrizione alla Camera di Commercio, perché si tratta di una vera e propria attività d'impresa.
Difficile trovare il codice attività adeguato, perché i codici attività youtuber ancora non è stato inventato, perché il nostro Fisco impiega sempre un po' di tempo ad adeguarsi ai nuovi lavori, alle nuove tecnologie, quindi bisogna arrabattarsi con quello che c'è: servizi nel settore dell'informatica, piuttosto che attività di pubblicità e marketing, qualcosa si trova ma ci si deve iscrivere.
Se siamo sotto i 30 mila euro di fatturato o sotto i 65 mila, se il tetto verrà alzato come promesso, possiamo stare nel regime forfettario e se non abbiamo costi è una gran cosa perché per cinque anni paghiamo solo il 5%. Poi ci iscriviamo all'INPS commerciali, a meno che non siamo per caso anche dipendenti a tempo pieno di qualche azienda. Magari Youtube è un hobby ma esiste anche un altro lavoro e allora, in quel caso, siamo in una situazione ottimale perché paghiamo solo il 5% di imposte e non paghiamo contributi, perché se hai una posizione INPS dipendente non ti devi iscrivere all'INPS commercianti.
Ultimo quesito: quanto devo guadagnare per dover aprire la partita IVA? Allora, la prestazione occasionale è vero che si può fare fino a cinque mila euro, però è anche vero che si dovrebbe lavorare solo un certo numero di giorni, mentre il tuo canale Youtube è aperto 24 ore al giorno, 7 giorni su la settimana, 12 mesi all'anno e allora questa cosa è dubbia. Io comunque terrei questo tetto: fino a cinque mila euro terrei prestazioni occasionali, dopo aprirei la partita IVA. Ma, se ti trovi nella situazione che ti dicevo prima, cioè sei già impiegato da qualche altra parte, è meglio che la apri il prima possibile la partita IVA perché non ci paghi i contributi e ci paghi solo, per i primi cinque anni, il 5% di tasse.
Caro youtuber complimenti per le tue nuove iniziative e in bocca al lupo.
"Senta dottore, io ho appena ricevuto la visita del Fisco. Mi hanno fatto un accertamento e io non vorrei proprio fare contenzioso, non ho proprio voglia di buttarmi in un contenzioso che può durare chissà quanti anni, io sarei dell'idea di pagare, sono solo preoccupato del fatto che poi possano tornare anche l'anno dopo, magari facendomi le stesse contestazioni. Cosa mi conviene fare?"
Questo è un tema che ricorre ogni volta che un'azienda riceve un accertamento: c'è il rischio e quanto è concreto il rischio che l'accertamento di un anno possa portare anche un accertamento negli anni successivi?
Un'altra domanda può essere: quale comportamento in questa sede? Fare acquiescenza cioè pagare o ricorrere? E' più probabile che minimizzi il rischio che l'accertamento sia replicato anche per l'anno dopo?
La risposta a questa domanda certa non è perché ne ho viste, negli anni, di tutti i colori. Accertamenti che si ripetono in presenza di ricorsi, accertamenti che si ripetono in assenza di ricorsi o accertamenti che non si ripetono in un caso e nell'altro. Quindi una regola non esiste ma ti do un consiglio su come procedere nel prendere queste decisioni. Innanzitutto, quando ricevi un avviso di accertamento si devono fare due valutazioni: una valutazione tecnica che devi fare con il tuo tributario, un commercialista che si occupa di contenzioso fiscale (questo è esattamente il mio lavoro) o l'avvocato tributarista che ti segue e valutare insieme quali sono le probabilità che di fronte a un giudizio questo accertamento possa essere annullato, come si dice "in fatto e in diritto". I fatti danno ragione all'Agenzia delle Entrate? In diritto questo accertamento sta in piedi? Allora una prima valutazione tecnica è fondamentale.
Alla valutazione tecnica deve poi essere sommato, a mio avviso, il sentimento dell'imprenditore, cosa ne pensa l'imprenditore, qual è l'attitudine, qual è la versione a rischio dell'imprenditore. L'imprenditore ritiene di aver subito un'ingiustizia? Se tutto questo porta a concludere che un ricorso non sta in piedi, allora secondo me il ricorso non è opportuno farlo.
Se invece il tutto porta a ritenere che il ricorso possa stare in piedi o sia giusto farlo per difendere i propri diritti, allora il ricorso va fatto. Il mio consiglio quindi è di non pensare al rischio che l'accertamento si ripeta e quindi comportarsi in un modo e nell'altro. Occorre tutelare i propri diritti e comportarsi nella maniera corretta per difendersi sul momento.
Se l'accertamento è sbagliato bisogna sempre fare ricorso. Bisogna difendersi! Altrimenti si corre il rischio di infilarsi in un "cul de sac" di accertamenti successivi, nei quali poi diventa molto difficile difendersi se non lo si è fatto nell'anno precedente.
D'altra parte anche buttarsi in un ricorso quando non ce ne sono i presupposti può essere ugualmente rischioso. Insomma comportiamoci come riteniamo giusto, senza pensare ad altre considerazioni.