
Chissà se anche tu, come alcuni miei clienti, hai ricevuto una fattura elettronica per il consumo di carburante che hai fatto negli ultimi mesi e non sai che fartene, perché l'obbligo di emissione della fattura elettronica per i distributori di carburante è stata prorogata dal 1 luglio 2018 al 1 gennaio del '19, però alcune catene stanno comunque inviando le fatture elettroniche. Che bisogna fare?
Bisogna innanzitutto dire che questo invio anticipato della fattura elettronica è scorretto perché non esiste la facoltà oggi di inviare la fattura elettronica, è proprio stato rinviato al 1 gennaio la possibilità di inviare la fattura elettronica, quindi chi sta inviando fatture elettroniche sta sbagliando però, visto che la fattura l'hai ricevuta, io questa fattura la stamperei in cartaceo, ovvero sarà meglio che trasformi l'xml della fattura elettronica in un pdf, anche se all'inizio con fatica visto il formato un po' astruso e la consegnerei al commercialista.
A questo punto, il commercialista registrerà questa fattura, io però avrei questa cura: visto che queste fatture sono state emesse scorrettamente, io per godere del diritto alla detrazione dell'IVA e della deduzione del costo su queste spese, sono più tranquillo allegando alla fattura lo scontrino che attesta il pagamento effettuato con modalità elettronica, perché quello mi garantisce, se io non faccio un pezzo in contanti e un pezzo elettronico ma acquisto tutto il mio carburante con modalità elettronica, la detrazione dell'IVA, fattura o non fattura.
Procediamo quindi in tranquillità in questo modo e poi dal 1 gennaio non solo i distributori ma anche tutti gli altri partono con la fattura elettronica e su questo seguimi, presto nuovi video.
Messaggio che ricevo su Facebook da un mio follower: "io collaboro con mio padre nella sua ditta individuale, mi piacerebbe poter rilevare la ditta di mio padre e gestirla come S.r.l. e poi assumere mio padre come dipendente che mi aiuti nello sviluppo dell'azienda per un po' di anni".
Si può fare e come, se si può fare, tutto sta a vedere il modo migliore per farlo. Un'opzione che vedremo dopo, che io non consiglio, è di chiudere la ditta del figlio e di aprire semplicemente una nuova S.r.l.. Questa è una pratica abbastanza diffusa che però io non condivido perché è scorretta e porta a correre dei rischi che molto spesso sono inutili.
Quando infatti si chiude una ditta e se ne apre un'altra sotto altro nome ma che ha gli stessi dipendenti, la stessa sede, stessi clienti e magari che acquista pure le stesse attrezzature e macchinari, allora è evidente il rischio che possa essere contestata una cessione d'azienda non formalizzata, con conseguenti accertamenti in termini sia di imposta di registro che di imposte dirette per chi l'azienda l'ha chiusa.
Molto meglio operare diversamente: quello che potrebbe fare il padre è conferire la sua ditta individuale in una S.r.l. e quindi ritrovarsi lui titolare dell'S.r.l. come socio unico. Dopodiché il padre potrebbe, ad esempio, donare le quote della S.r.l. al figlio, il quale diventerebbe proprietario della S.r.l.
Fiscalmente questa seconda operazione non genera base imponibile ai fini dell'imposta di successione e donazione se il figlio si impegna a mantenere l'azienda per cinque anni. Se quindi la prospettiva è di lungo periodo abbiamo una esenzione da quel tipo di imposte. La donazione è sempre un'operazione un pochino delicata, specialmente se ci sono altri figli e quindi occorre fare attenzione che ogni figlio abbia quanto gli spetta, nel complesso, dall'eredità del padre. Tuttavia, nel caso che mi è stato prospettato nel messaggio mi sembra l'ipotesi più interessante e poi è chiaro che ogni situazione ha sempre le sue peculiarità e va studiata caso per caso.
Io non so se ve lo ricordate quando feci quel video nei lunghi mesi dopo le elezioni, in cui siamo stati senza Governo e in cui dicevo "ma come si sta bene senza Governo, sapendo che domani non cambierà niente, che tutto resterà uguale al passato, almeno per un po' e non dobbiamo preoccuparci di cosa sta per capitare".
Ebbene, oggi siamo nella situazione esattamente opposta: un Governo c'è e siamo nel marasma più totale!
A breve sapremo chi questo Governo avrà deciso di premiare e chi avrà deciso di non premiare, a breve sapremo chi potrà aderire alla Pace Fiscale, chi potrà godere della Flat tax, chi avrà il reddito di cittadinanza, ecc., ecc., ecc.
Nel frattempo, l'unica strategia possibile è stare fermi, non fare niente! Sia per chi debba pianificare come strutturare come pianificare il proprio business, sia magari per chi deve pagare qualcosa, sia chi ha un accertamento in corso, ebbene bisogna stare fermi. Oggi non bisogna fare passi, bisogna stare immobili.
L'incertezza politica ci costringe all'immobilità, quindi da qui a qualche mese non prendiamo decisioni, non facciamo niente, stiamo alla finestra.
Nel frattempo vedremo questo spilorcio di un Ministro dell'Economia a chi potrà dare tra noi e a chi dovrà togliere. I soldi saranno sempre i nostri ma ci sarà chi prende e ci sarà chi da'.