
"Sa dottore, allora ero giovane, avevo 20 anni, non capivo di queste cose, quando mio padre mi ha proposto di entrare nella S.n.c. io mai mi immaginavo che mi sarei trovato sul groppone tutti questi debiti. Della società si occupava lui, io per anni non me ne sono curato, lui pagava le imposte, adesso compio 35 anni e scopro che non posso più comprarmi una casa perché ho sulla testa tanti di quei debiti che appena mi compro qualcosa subito mi viene pignorato!".
Sapete, io ormai sono due anni che faccio video e in questi due anni ho conosciuto tante persone che mi hanno chiesto aiuto nelle più svariate situazioni ma si moltiplicano i casi, e quindi la statistica comincia a essere rilevante, di persone che mi raccontano storie di questo tipo. Molto giovani gli è stato richiesto, senza che comprendessero davvero quello che stavano facendo, di essere titolari di ditte o soci di società di cui avevano la illimitata responsabilità e, senza saperne niente, dopo anni si ritrovano in difficoltà.
Allora alle volte i genitori, ahimè, lasciano eredità pesanti ovvero lasciano dei debiti direttamente sul groppone dei figli. Queste storie non finiscono mai di sorprendermi ma quello che voglio dire oggi è questo: tutte le volte che qualcuno, parente o non parente, vi suggerisca di diventare socio di società, allora da quel momento, potete anche avere 18 anni, ma non potete più permettervi di non curare con attenzione, comprensione e consapevolezza quello che state facendo. Sono cose troppo, troppo delicate per essere affidate a terzi, fosse anche un amico fraterno, fosse anche tuo fratello, fosse anche un genitore.
Il rapporto con il Fisco deve essere gestito in prima persona ed è qualcosa che non si può delegare: si delega l'operatività al commercialista ma bisogna seguire la propria gestione fiscale perché, purtroppo, l'esperienza mi insegna che le sorprese, anche dalle persone più inattese, sono sempre dietro l'angolo.
E-Residency: non ho capito se la "E" sta per Elettronica o Estone, comunque quello di cui si parla è della identità digitale che il Governo estone offre a cittadini stranieri che siano interessati a essere facilitati, attraverso strumenti digitali, a costituire e gestire una società in Estonia. Cosa ti consente di fare la E-Residency? Ti consente di aprire facilmente società in Estonia, da remoto. Quindi in tanti imprenditori digitali, che magari non hanno un luogo fisico dell'attività ma lavorano on line hanno pensato di aprire società in Estonia e di gestire da lì il loro business, considerando tutti i vantaggi di carattere fiscale che ci sono pagando le tasse in Estonia, invece che in Italia.
Dal momento che l'iniziativa è del Governo estone, che è un governo appartenente all'Unione Europea, evidentemente questo ha dato l'impressione che aprire una società in Estonia e pagare le tasse in Estonia, invece che in Italia, sia assolutamente legale. Io imprendo da E-Residency in Estonia, costituisco legalmente la mia società lì, sono socio e amministratore di quella società, ebbene perché non dovrei pagare le tasse la'? E' tutto legale! E' tutto legale, assolutamente, ma per la legge estone!
Ogni altro Paese, dove le persone sono fiscalmente residenti e la E-Residency certamente non sposta la tua residenza effettiva che rimane in Italia, ogni Paese, dicevo, ha le sue regole e anche l'Italia ha le sue regole riguardo l'effettiva residenza delle società. Però mi viene detto: "ma non c'è mica problema, io pago le imposte della società in Estonia, ma nel momento in cui trasferisco i dividendi in Italia, lì dichiaro assolutamente tutti i dividendi".
Va benissimo! Ottima idea, ma non basta. Perché se la società è fittiziamente costituita in Estonia, cioè la società è estero-vestita, tutto avviene dall'Italia e in Estonia c'è soltanto la sede legale ed è il luogo dove si pagano le imposte, allora non va bene.
Se il Fisco si dovesse accorgere di questa posizione, della società che hai aperto in Estonia, sicuramente avrebbe qualcosa da dire e ti contesterebbe l'estero-vestizione della società con la contestazione delle maggiori imposte che non si sono versate qui.
Bella, quindi, l'idea di sentirsi cittadini del mondo, molto bello questo progetto del Governo estone che per primo ha lanciato un'iniziativa di questo genere, ma al Fisco italiano queste operazioni non piacciono, laddove non ci sia effettiva sostanza nel Paese dove il residente italiano va a costruire la sua società.
Non credo di sbagliarmi di molto se m'immagino i funzionari della Ragioneria dello Stato saranno impegnati in queste settimane a tempo pieno sulla valutazione dell'impatto, in termini di gettito, dell'introduzione della Flat Tax. Si sono rincorse, in queste ultime settimane, varie notizie sulla Flat Tax, quello che è importante fare adesso è cominciare a prepararsi per la possibilità che qualcosa venga fatto ed è bene farlo in anticipo.
Se infatti è probabile che ci siano delle buone notizie, tuttavia è probabile che queste notizie saranno definitive soltanto alla fine di quest'anno. La legge di stabilità sarà approvata tra Natale e Capodanno, come tutti gli anni, ma noi dal prima gennaio dobbiamo già essere operativi con le nuove regole. Quindi meglio se si può cercare di prevenire i problemi: pare che la prima modalità con cui verrà introdotta la cosiddetta Flat Tax è, in realtà, un ampliamento di una Flat Tax esistente, che è quella del regime forfettario.
Com'è noto, chi fattura fino a una certa soglia, per i professionisti 30 mila euro, può aderire al regime forfettario, quindi pagare soltanto il 5% di tasse nei primi cinque anni di attività e poi dopo il 15%. Ebbene, pare che il tetto massimo di fatturato che consente di aderire al regime forfettario verrà innalzato, 30 mila è abbastanza basso. C'è chi aveva parlato addirittura di 100 mila euro, altri hanno parlato di 80, altri di 60, insomma in questo momento non si sa e allora cosa dobbiamo fare oggi, nell'incertezza su quello che sarà il nuovo tetto per prepararci a questa novità? Ebbene, dobbiamo usare cautela, dobbiamo seguire molto attentamente questo autunno l'evoluzione della situazione, perché?
Perché con tutta probabilità si potrà aderire al regime forfettario modificato, a partire dal 1 gennaio 2019, soltanto se nel '18 non si è superato quel nuovo tetto massimo di fatturato. Visto che questo nuovo tetto sarà noto soltanto verso la fine dell'anno, è difficile programmare con attenzione l'evoluzione del fatturato nel 2018. Una cosa che andrebbe assolutamente evitata è completare il 2018 con 100€ in più di fatturato di quello che ci consentirebbe di entrare nel regime forfettario. Una soluzione di questo tipo comporterebbe un danno di qualche migliaia di euro l'anno futuro. Quindi, purtroppo, come al solito, in Italia è difficile programmare in anticipo, l'unica cosa che possiamo fare è monitorare con attenzione la situazione e al contempo tenere d'occhio l'evoluzione del fatturato del 2018 e poi...staremo a vedere.