
Leggenda narra che la trattativa per portare Ronaldo alla Juventus era veramente in alto mare, non sapeva più che pesci pigliare Marotta, al tavolo con Ronaldo. Diceva:
"Stiamo costruendo attorno a te una grandissima squadra, possiamo davvero vincere insieme".
Ronaldo lo guarda e gli dice:
"Ma avete dato via Buffon, dovete vendere mezza squadra per potermi comprare, ma chi credete di convincere..."
Insomma Ronaldo si alza dal tavolo, fa per andarsene, quando Marotta alza la mano e gli dice:
"Ah! Ci siamo dimenticati di dirti una cosa!"
"Va bene va...fai questo ultimo tentativo..."
"In Italia non si pagano le tasse!"
"Cioè, in Italia non si pagherebbero le tasse? Questa è ancora meno credibile del fatto che riusciremmo a vincere insieme, lasciamo perdere"
"No, no ma è vero! In Italia non si pagano le tasse. Esiste una norma per cui se un residente all'estero di trasferisce in Italia paga solo 100 mila euro - solo 100 mila euro - su tutti i compensi percepiti all'estero!"
Immediatamente Ronaldo si fa interessato, si risiede al tavolo e cinque minuti dopo il contratto era bello che firmato. Si stima che Ronaldo abbia compensi, io ritengo da sponsorizzazioni che arrivano dall'estero, per un totale di 54 milioni di euro all'anno. Su questi 54 milioni di euro, in Italia, grazie alla norma citata dalla Juve ovviamente in sede di trattativa, pagherà soltanto 100 mila euro. Un vero e proprio paradiso fiscale. Ed allora la norma della legge di stabilità dell'anno scorso finalmente funziona, la norma attira ricconi funziona, non porterà tantissime tasse nelle casse dell'Erario ma almeno, magari, ci porta, finalmente, l'agognata Champions.
Se mi segui sai bene che io cerco sempre di essere positivo e ottimista, nonostante tante volte in relazione al fisco ci sia poco di cui sorridere, però ci sono delle circostanze in cui anche io faccio molta fatica a sorridere. Oggi ti racconto una di queste circostanze: un tema che voglio trattare oggi è quello degli accertamenti fiscali sulle società estinte. Cosa succede? Se una volta che una S.r.l. è estinta, cioè viene cancellata dal registro delle imprese? Il fisco si sveglia e decide di fare un accertamento. In che misura sono responsabili i soci della società? Allora, sul tema c'è una norma che è chiarissima, che è quella del Codice Civile, il quale afferma che i soci di società di capitale sono responsabili dopo l'estinzione dell'ente giuridico soltanto nei limiti di quanto percepito in base al bilancio finale di liquidazione.
Quando una società cessa nel Registro delle Imprese presenta un bilancio finale di liquidazione. Se i soci della società di capitale non hanno preso niente perché non c'era più niente nella chiusura della società, allora da Codice Civile, i soci non possono essere responsabili di nient'altro, una volta che la società è estinta. Questo è anche coerente con il principio della Responsabilità Limitata: i soci rispondono soltanto limitatamente alla quota conferita nella società.
Eppure, da un po' di tempo a questa parte, si stanno moltiplicando le sentenze della Corte di Cassazione, la quale afferma invece il contrario. Sembrerebbe che in relazione ai debiti tributari, se la società è estinta, ebbene, i soci dovrebbero rispondere di questi debiti indipendentemente da quanto hanno preso effettivamente in sede di bilancio di liquidazione. Questa posizione è veramente anti-giuridica, anti-sistema, anti-Stato di Diritto perché, sostanzialmente, è contraria a un principio chiaro, chiave del Diritto Commerciale: la Responsabilità Limitata dei soci di società.
Io non riesco a dare a questa interpretazione alcun senso logico, mi devo interrogare come consulente su come consigliare i miei clienti che si trovano a chiudere una società perché non potrò più dire serenamente che se non si prende niente in base al bilancio finale di liquidazione si può stare tranquilli qualunque cosa succeda. Fare i consulenti in questo contesto diventa difficile perché pare che persino le norme più chiare del Diritto vengano meno. Scusate lo sfogo ma qualche volta le interpretazioni della nostra Corte di Cassazione in campo fiscale sono veramente grottesche.
Benissimo, il 2 luglio è passato! Sei passato indenne al 2 luglio oppure hai lasciato degli strascichi irrecuperabili? Insomma il 2 luglio è quest'anno la prima scadenza del pagamento delle imposte. La scelta era pagare il 2 luglio oppure pagare il 22 agosto con la maggiorazione del 4 per mille, oppure cominciare a pagare a rate fino a novembre.
Ebbene, la domanda che vorrei farti è: quando hai saputo la cifra che avresti dovuto pagare il 2 luglio è stata un'amara sorpresa? E' stata una piacevole sorpresa? Pensavi che avresti dovuto pagare molto di più? Oppure avevi pianificato per tempo, all'incirca, quale sarebbe stato il tuo esborso il giorno fatidico?
Questo è molto importante perché io sento tanti lamentarsi del fatto che vivono il loro rapporto con il fisco come se fosse un alieno. Ogni tanto scende con la navicella spaziale consegnando un F24 ma non si sa bene perché e non si sa bene perché così tanto.
La pianificazione fiscale e finanziaria di un'azienda è cruciale. Non si possono e non si devono avere sorprese quando si parla di imposte, bisogna poter prevedere e organizzare la propria attività e il proprio rapporto con il commercialista in modo da non avere mai sorprese dell'ultimo minuto.